Nel corso del secolo XIX e nel primo Novecento sono sorte le imprese che hanno rappresentato la vita di intere generazioni di rimesi, valicando i confini della valle ed insediandosi nelle maggiori capitali d'Europa.
Nella Felix Austria, culla della Secessione Viennese, nella giovane potenza Prussiana, nell'impero Russo e via via finanche nelle propaggini di quello ottomano, la fortuna incontrata da quelle imprese è grande, e le rende partecipi di una cultura cosmopolita.
I nomi associati a tale fortuna sono quelli dei De Toma, Axerio-Cilies, Axerio-Piazza, Viotti, Dellavedova. Ma anche di molti altri, sempre originari di Rima, che condividono la loro sorte: Giavina, Agnesetti, Bastucchi, Valentini.Vienna, Praga, Budapest, Amburgo, Berlino, Lipsia, Belgrado, San Pietroburgo, Bucarest: qui essi sono stati chiamati a decorare palazzi, regge e musei secondo il gusto eclettico dell'epoca.
A salvaguardare le radici della cultura rimese non sono rimaste però solo immagini e parole: ci sono anche gli oggetti realizzati da Silvio Dellavedova - e dal padre Giovanni secondo l'antica tecnica, che viene perpetuata e tramandata a giovani allievi attraverso gli insegnamenti del maestro.

In queste opere stanno così la memoria ed il futuro di una tradizione ora sottratta all'oblio.